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Registro Eredità Immateriali

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Festa di San Calogero
REI - Libro delle celebrazioni
25-01-2006
Festa patronale
Agrigento
Agrigento
San Caloriu, lu santuzzu miraculusu
La festa di San Calogero ad Agrigento si lega all'antica leggenda del Santo monaco d'epoca normanna, le cui origini si fanno risalire al V-VI secolo.
Annuale
Prima domenica di Luglio (Processione); Festa 8 giorni
Festeggiamenti in onore di San Calogero
Devozionale/Patronale
Clero, devoti portatori di vara
Autorità comunali, confraternita dei portatori, devoti, banda e tamburinari, comunità locale, turisti
A San Calogero, santo di origini africane, si dedica una lunga celebrazione dalla prima alla seconda domenica di luglio. I festeggiamenti iniziano nella Chiesa a Porta Atenea il venerdì precedente, dove i devoti compiono u viaggiu, un pellegrinaggio in gruppi in rigoroso silenzio, portando oggetti devozionali per grazia ricevuta, e vedono culmine con le processioni domenicali. Durante l'intera festa e ancor più in quest'occasione i balconi e le strade della città si riempiono di luci e colori, di devoti, di bancarelle, tamburinari e folle festanti che accolgono e accompagnano il simulacro del Santo. I festeggiamenti della domenica iniziano con l'Alborata con spari di mortaretti e proseguono con le celebrazioni e la processione che avviene in due momenti diversi. A mezzogiorno la statua del Santo da Via Atenea è condotta in spalla da sessanta giovani devoti a Porta Addolorata dove sosta sino a sera circondata da fedeli. La processione riprende, riattraversando la città, e da lì giunge sino al viale della Vittoria con la partecipazione delle Autorità Comunali, delle confraternite di Agrigento e dell'Associazione dei portatori. L'intensa spiritualità della festa emerge durante la processione, nei momenti in cui i fedeli detergono il volto del santo che "suda" e nell'atto del lancio delle fette di pane dai balconi. Questo gesto, oggi in parte sostituito dal lancio di manifestini colorati con messaggi edificanti, ricorda il momento in cui il monaco Calogero attraversava la città colpita dalla peste, per raccogliere per i suoi poveri i pani che i ricchi, per timore del contagio, lanciavano dalle finestre. La tradizione vuole, inoltre, che per effetto del contatto con la statua del Santo, esso possa compiere miracoli e lenire o guarire coloro che a lui si votano. La festa domenicale si conclude con i fuochi pirotecnici e la fiaccolata in piazzetta San Calogero prima del rientro della statua del Santo in vista della successiva processione domenicale.
Cardella, Antonio. 2002. Santi riti e leggende del popolo siciliano. Palermo: Sigma.
 
Cusumano, Antonio. 2000. Agrigento e San Calogero tra grecità e carnalità in La forza dei simboli. Studi sulla religiosità popolare. Palermo: Folkstudio.
 
Pitrè, Giuseppe. 1979. Feste Patronali in Sicilia in Biblioteca delle Tradizioni popolari siciliane. Sala Bolognese: Forni. v. XXI.
San Calogero rientra tra le figure di Santi Neri in Sicilia, il cui culto è diffuso in ogni angolo dell'isola. La devozione verso questi Santi si ricollega a miti e culti del mondo pagano, accolti nella cultura cristiana, in cui il colore scuro era collegato ad antichi culti propiziatori per la fertilità della terra e a favore delle dee madri. Inoltre, il forte legame della Sicilia con la cultura araba ha determinato l'assorbimento di riti e credenze In questa prospettiva, il colore nero di San Calogero nella cultura araba simboleggia la capacità di elevarsi alla perfezione assoluta, cioè a Dio, ma anche al potere taumaturgico del Santo, di trasmettere potere salvifico agli oggetti che lo sfiorano.
 
Ex Voto - BDM 004918
Ex Voto - BDM 004927
Ex Voto - BDM 004925
Ester Oddo
Comune di Agrigento [ultima consultazione 27-04-2016]