Questo sito utilizza servizi di statistiche esterni alla struttura. I servizi di statistiche utilizzano cookie per elaborare i propri dati. L'utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su Informativa estesa. Continuando ad utilizzare il nostro sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. 

Registro Eredità Immateriali

8
Saperi della Civiltà Mineraria
REI - Libro dei saperi
25-01-2006
Saperi
Caltanissetta
Sicilia centro meridionale
Nella provincia di Caltanissetta l'estrazione dello zolfo ha segnato storicamente lo sviluppo economico della zona. Dall'Ottocento agli anni '50 del Novecento, Caltanissetta venne fregiata del titolo di "Capitale mondiale dello zolfo".
Nel 1834 le miniere del territorio nisseno erano 196, 88 delle quali sotto l'amministrazione comunale di Caltanissetta.
Molte di queste miniere furono lo scenario di eventi luttuosi tra cui la tragedia nella miniera di Gessolungo nella quale un incendio, nel 1882, provocò la morte di molti operai.
-
-
Caltanissetta fu nota non solo per la ricchezza del suo sottosuolo, ma anche per le innovazioni tecniche che si maturarono nelle sue miniere.
La miniera di Trabonella, sulla riva destra del fiume Imera, aperta nel 1825, viene annoverata non solo per essere tra le più grandi e importanti della Sicilia, ma anche per i progressi tecnologici applicati nella filiera solfifera.
L’utilizzo dello zolfo come risorsa fondamentale per i principali processi industriali era cosa talmente ovvia nel secolo scorso da essere oggetto di ampia divulgazione scientifica.
Il sapere della produzione solfifera si caratterizza di tre fasi che costituiscono il cosiddetto ciclo dello zolfo.
Oltre all'estrazione, che riguarda il prelevamento dalle miniere del minerale solfifero e il trasporto in superficie, la fusione concerne i procedimenti per cavare lo zolfo grezzo fuori dal materiale estratto.
Oltre al metodo del calcarone vanno annoverati come tecniche di fusione anche il sistema messo a punto dall’ing. Roberto Gill nel 1880: il forno Gill. Esso si basa sul concetto che il calore prodotto dalla fusione dello zolfo può essere utilizzato per la preparazione del materiale da fondere successivamente. Vale a dire si crea, con la costruzione di un forno a celle comunicanti (2 o più), un ciclo di fusione organizzato a sua volta per fasi, che determina un migliore rendimento dell’operazione. In sostanza questo metodo si basa su un principio di risparmio energetico. D’altronde era stata proprio la carenza di combustibile che aveva storicamente determinato il successo dei sistemi di bruciatura dello zolfo. La fortuna del forno Gill sarà inferiore a quella del calcarone, essendo una macchina con regole e caratteristiche meno approssimative ed elementari di quelle del calcarone stesso.
 
Addamo, Sebastiano. 1989. Zolfare di Sicilia. Palermo: Sellerio.
 
Renda, Francesco. 1987. La Sicilia degli anni '50: studi e testimonianze. Napoli: Guida.
 
Rebecchini, Giuseppe. 1991. Le vie dello zolfo in Sicilia. Roma: Officina.
De Seta, Vittorio. Surfara. Diretto da Vittorio De Seta. Roma: Cinecittà International, 1955. 10 min.
 
Saitta, Ugo. Zolfara. Diretto da Ugo Saitta. Hearald Pictures, 1947. 11 min.
Francesca Maria Riccobene
Rai Regione Siciliana [Ultima consultazione 26-04-2016]
 
INSICILIA [Ultima consultazione 26-04-2016]
 
Amici della miniera [Ultima consultazione 26-04-2016]
 
Distretto turistico delle miniere [Ultima consultazione 26-04-2016]