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Registro Eredità Immateriali

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Arte del Papiro
REI - Libro dei saperi
25-01-2006
Tecnica artigiana
Siracusa
Siracusa
Alcuni scrittori ritengono che Siracusa fabbricasse la carta di papiro già nel 250 a.C, ma che la bassa qualità del prodotto li obbligasse a rivolgersi ancora all’Egitto per manufatti di qualità superiore. La scarsa qualità probabilmente non era da ricondurre alle caratteristiche della pianta locale, importata in Sicilia dall’Egitto al tempo del re Ierone II, ma piuttosto alla mancata introduzione del metodo di lavorazione della carta ad uso scrittorio adoperato in Egitto. Il primo riferimento certo sulla produzione di papiro a Siracusa si trova in una lettera del 1760, scritta dall’Abate Salvatore Di Blasi al Conte Gaetani della Torre. Testimonianze di viaggiatori, menzionano comunque la produzione di carta ricavata dal papiro a Siracusa già agli inizi della seconda metà del Settecento. Il merito di aver dato inizio ad un’attività produttiva di papiro a Siracusa è da attribuire a Saverio Landolina che iniziò lo studio della pianta nel 1780 e gli esperimenti sulla fabbricazione, sulla scia della descrizione pliniana e con la collaborazione di illustri eruditi. L’attività fu poi proseguita sino ad un lento offuscarsi del sapere che fu poi ripreso solo sul finire del XX secolo.
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Maestri artigiani del papiro
Per la produzione della carta da papiro ad uso scrittorio, viene utilizzata la parte mediana del caule. Il caule viene liberato dalla scorza, sagomato in modo da ottenere una sezione uniformemente quadrata e tagliato in strisce sottili che vengono pretrattate mediante imbibizione in particolari soluzioni. Le strisce ancora umide sono selezionate per lunghezza e larghezza e accostate, sovrapponendole leggermente. Ad una prima fila ne viene sovrapposta un’altra perpendicolarmente. Le strisce vengono fatte aderire l’une alle altre per effetto della pressione esercitata da un torchio. Corrado Basile nel recuperare le antiche tecniche ellenistiche si rese conto che i fogli di papiro venivano intinti in soluzioni particolari e che la superficie finale veniva trattata spalmando al di sopra delle sostanze adesive di originale animale o vegetale talvolta odorose talvolta meno. Questo trattamento permetteva di far acquisire alla carta una resistenza maggiore all’umidità e all’aggressione delle tarme, ne accentuava la capacità di trattenere l’inchiostro successivamente adoperato per la scrittura e decorazione e, con l’aggiunta di pigmenti bianchi, si preservava il colore chiaro nel tempo.
Basile, Corrado e Anna Di Natale. 1994. Il Museo del Papiro di Siracusa in Quaderni dell’Associazione Istituto internazionale del papiro. Siracusa: Associazione Istituto internazionale del papiro. v. IV
Oltre all’uso consueto per la realizzazione della carta, il papiro veniva, inoltre, adoperato dai pescatori siracusani per intrecciare corde, mentre le ampie chiome servivano per adornane le capanne al passaggio di processioni religiose e per coprire i pavimenti delle chiese e le strade in occasioni festive.
Per preservare e diffondere la memoria della lavorazione artigianale del papiro, nel 1989 Corrado Basile fonda a Siracusa il Museo del Papiro, organismo internazionale. Nei laboratori dell’Istituto oggi rivive il prodigio della tecnica e dell’arte della lavorazione di questa pianta.
Ester Oddo
 
Istituto del Papiro di Siracusa [ultima consultazione 27-04-2016]
 
Museo del Papiro di Siracusa Corrado Basile [ultima consultazione 27-04-2016]