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Registro Eredità Immateriali

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Antonino Amato: Maestro Argentiere
REI - Libro dei tesori umani viventi
25-05-2011
Tesoro umano vivente
Palermo
Palermo
Nino Amato
Nato nel 1941, all’età di nove anni contemporaneamente agli studi scolastici inizia la sua formazione artistica presso la bottega del nonno materno Antonino Siddiolo, apprezzato e conosciuto artigiano del tempo, dove acquisisce le tecniche di lavorazione dei metalli e della lavorazione a banchetto della tradizione argentiera palermitana. All’età di quattordici anni passa alla bottega dello zio Giuseppe Siddiolo e, su consiglio del nonno inizia lo studio del cesello presso i Maestri Palermo, Tabascio e Rossi presso via Polacchi, l’attuale via Guardione. Precocemente impara l’arte del cesello e, pur seguendo il laboratorio di Palermo, Tabascio e Rossi, ogni giorno trascorre alcune ore presso il laboratorio del maestro cesellatore Giuseppe Scafidi in via Argenteria vecchia nei pressi della famosa chiesa di Sant’Eligio (Santo protettore degli orafi ed argentieri), soprattutto per apprendere “il colpo di martello” del più famoso maestro. 
Negli stessi anni conosce l’Avv. Catinella, conoscitore della storia delle maestranze, per il quale realizza i primi restauri specializzandosi nel settore.
Per dodici anni si impegna nella realizzazione di argenteria seriale presso l’azienda di Argenti Di Cristofalo, ma non soddisfatto del suo ruolo e incoraggiato dai familiari, intorno agli anni ‘60 decide di mettersi in proprio inaugurando la sua prima bottega in via Ambra n. 3 in cui si specializzerà prevalentemente nella realizzazione di manufatti di argenteria liturgica. Nel 1974 ottiene la licenza e il marchio, una stella seguita dal numero 102 PA. Dal 1976 trasferisce il proprio laboratorio presso Palazzo Pantelleria, in piazza Giovanni Meli n. 5, in cui ancora oggi lavora con il suo staff coadiuvato dalle figlie Angela e Maria Maddalena nate dal matrimonio con Rosaria Saccone. Dal 2011 è “Tesoro Umano Vivente”.
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conservativa
Antonino Amato, maestro argentiere palermitano, continuatore della maestranza storica della città di Palermo
Tra gli argentieri palermitani ancora attivi e garanti della continuità della nobile tradizione argentiera palermitana è il Maestro Antonino Amato, “tesoro umano vivente” dal 2011 del Registro delle Eredità Immateriali. La maestria e il sapere di Antonino Amato si esprimono in una creatività artistica che coniuga sapientemente le antiche tecniche con le ultime innovazioni tecnologiche del settore delle argenterie.
E’ durante il suo apprendistato presso la bottega del nonno materno che il giovane Antonino prende consapevolezza del suo interesse per l’attività di argentiere e, forte di una straordinaria manualità, acquista precocemente una particolare sensibilità nell’esecuzione formale di preziosi manufatti. Nel suo laboratorio, oggi uno dei più conosciuti in Sicilia e non solo, convergono saperi antichi e moderni che sfociano in creazioni d’oggetti d’arte in forme e stili tradizionalmente diffusi in Sicilia, sia per privati che per alte committenze ecclesiastiche, inserendosi nella realtà siciliana anche in occasione di importanti restauri. Tra quelli personalmente eseguiti dal maestro si ricordano: la Lampada pensile della cappella di S. Rosalia della Cattedrale di Palermo realizzata in collaborazione con il maestro cesellatore Giuseppe Scafidi, il Manto della Madonna Immacolata di Caltanissetta, il busto in rame della Madonna della Cintura della Chiesa di S. Nicolò di Tolentino a Palermo, la cornice d’argento della Madonna dei Miracoli di Collesano, l’Urna di San Giacomo a Caltagirone, l’Urna di San Giusto di Misilmeri e nel 1997, in collaborazione con il maestro cesellatore Benito Gelardi, la Statua della Madonna della Mercede di Palermo.
Nonostante il progresso tecnologico abbia mutato le procedure tecniche di realizzazione, nella bottega del maestro è ancora possibile assistere alle antiche tecniche artistiche dell’osso di seppia (ormai quasi soppiantata dalla microfusione), dell’agemina, della filigrana, della granulazione, dell’incisione, dello sbalzo e del cesello.

Gli stessi attrezzi da lavoro come bulini, filiere, fustelle e stampi, oggi prodotti da industrie specializzate, vengono ancora personalizzati a mano per conferire alle creazioni un tocco unico e personale. A questo si accompagna spesso un variegato revival di stili dal barocco, al rococò, al neoclassicismo a seconda della richiesta del committente (proprio come accadeva nelle botteghe delle antiche maestranze). La sua prestigiosa manualità lo annovera, oggi come uno dei maggiori maestri prosecutori dell’antica maestranza palermitana attiva a Palermo dal lontano 1447.
 
Accascina, Maria. 1974. Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo, Palermo: S.F. Flaccovio.
 
Accascina, Maria. 1976. I Marchi delle argenterie e oreficerie siciliane, Busto Arsizio (MI): Bramante.
 
Barraja, Silvano. 2010. I marchi degli argentieri e orafi di Palermo dal XVII secolo ad oggi, Palermo: Publieditor.
 
Di Natale, Maria Concetta, a cura di. 1989. Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra, Milano: Electa.
 
Vitiello, Luigi. 1995. Oreficeria moderna. Tecnica e pratica, Milano: Hoepli.
Il maestro Antonino Amato è stato docente della Scuola di Formazione Arces nei corsi per diplomati e laureati; docente del progetto “Tecniche artistiche dell’oreficeria siciliana”, Regione Sicilia P.O. FSE 2007/2013 Avviso 6/2009 “Antichi Mestieri”, Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione professionale; docente del Master di II livello STOre “Storia e Tecnologie dell’Oreficeria” - Codice Master M291, 1° e 2° edizione, 2007.IT.051.PO.003/IV/I2/F/9.2.14/1388 - POR Sicilia 2007/2013.
La sede del laboratorio è in piazza Giovanni Meli n. 5, Palermo. Nel 2013, in occasione della SS. Messa di Sant’Eligio, patrono degli orafi e degli argentieri, il maestro Amato e il maestro argentiere Piero Accardi, hanno realizzato le medaglie di Sant’Eligio su commissione del Sindaco di Palermo e presentate durante l’evento Le vie dell'oro e dell'argento patrocinato dal medesimo Comune.
Nel 2014 è stato istituito il “Premio Sara Amato” per il miglior calice liturgico realizzato da giovani artisti palermitani, premio nato all’interno del progetto Il Genio di Palermo - Distretto Sociale Evoluto - La bellezza salverà il mondo, con il sostegno della Fondazione Con il Sud. In tale occasione il maestro ha realizzato il calice su disegno del vincitore.
Chiara Dell’Utri
AdS: Archivio Arca dei Suoni 
 
Il maestro argentiere Antonino Amato - Raccolta Nastroteca CRICD
 
Antonino Amato, sito ufficiale  [ultima consultazione 28-04-2016]
 
La bottega del Maestro Amato Argentiere  [ultima consultazione 28-04-2016]