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Registro Eredità Immateriali

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Settimana Santa
REIS - Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali
03-04-2014
Festa pasquale
Ragusa
Ispica
Le origini della Settimana Santa ispicese risalgono con probabilità al IV secolo dopo Cristo, quando la tradizione vuole che un crocifisso in legno fosse venerato nella Chiesetta di Santa Maria della Cava, ancora oggi esistente. Sulla scia di questo racconto, l’odierno simulacro del SS. Cristo ingloba il volto e le mani di quel Crocifisso, scampate alle distruzioni iconoclaste. L’opera lignea fu nel tempo accostata ad un gruppo a tre statue con macchinetta argenteo-dorata, ad opera dell’artigiano di Noto, Francesco Guarino.
Annuale
Morte e Rinascita del Cristo Salvatore
Celebrativa/Devozionale
Il Clero; l’Associazione di Santa Maria Maggiore e dell’Annunziata, distinte nei ruoli per le due giornate del Giovedì e del Venerdì Santo; i portatori dei sacri fercoli; fanti a cavallo vestiti in abiti romani il Venerdì Santo; il popolo ispicese diviso nelle due diverse fazioni dei Cavari e dei Nunziatari. Banda musicale
Comunità locale, devoti, turisti
I riti della settimana santa di Ispica hanno inizio nel giorno del Giovedì Santo. Un’intensa preparazione e ritualità impegna i devoti e le Associazioni ispicesi sin dal mese precedente. Nel giorno del Giovedì, all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore, per l’intera mattinata, si svolge il suggestivo rito della Discesa del Ss. Crocifisso dalla Colonna. Il Simulacro, oggetto di origine antichissima, è centro di devozione per numerosi fedeli che offrono ex-voto in cera, primizie stagionali e doni in denaro, per le grazie ottenute.
La processione serale, in cui portatori della Confraternita dei fazzoletti rossi, muovono a spalla il simulacro per le vie della città, è preceduta da un lungo rito all’interno della chiesa stessa.
Il Venerdì Santo è, invece, il giorno dei Nunziatari, distinti dal fazzoletto blu. Una folla numerosa volge le proprie preghiere e i doni a’ U Patri a Cruci, il Cristo che porta la Croce. Anche in questa giornata i preparativi che precedono la solenne processione serale vedono la Confraternita dell’Annunziata impegnata in una ritualità fatta di gesti e incalzanti esortazioni religiose. Il momento di grande emozione è quello dell’incontro del simulacro con la folla di gente pronta ad accompagnarlo lungo il percorso. La processione si carica ancora di più di suggestione per la presenza di fanti a cavallo vestiti in abiti romani che precedono il Cristo, e raggiunge il culmine nel momento d’ U ‘ncontru, in cui la statua della Madonna addolorata dei Cavari incontra il Figlio, rievocando il momento biblico della salita al Calvario.
Altre due intense processioni si rivolgono alla folla dei fedeli nella notte del Sabato e della Domenica. La notte di Pasqua per celebrare la resurrezione del Cristo i portatori recano di corsa sulle spalle il Simulacro del Cristo risorto, che gioioso incontra la Madre ancora nelle vesti di Addolorata, in quel momento sostituite con abiti dai colori di giubilo.
Fanno da cornice agli eventi della Settimana, sfarzose luminarie, lunghe file di bancarelle, colorate bande musicali e strade affollate da elegantissime persone che in quei giorni mutano il volto della cittadina.
Filippone, Giorgi, a cura di. 1997. Santi e suoni negli Iblei in Nuove Effemeridi. Rassegna trimestrale di cultura, Anno X. n.38. Palermo: Guida.
Ester Oddo
Comune di Ispica [ultima consultazione 28-04-2016]
 
Arciconfraternita SS. Annunziata. La Settimana Santa [ultima consultazione 28-04-2016]