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Registro Eredità Immateriali

202
Presepe Vivente di Custonaci
REI - Libro delle espressioni
25-01-2006
rappresentazione/spettacolo
Trapani
Scurati
Custonaci

I primi studi archeologici sono stati condotti dal Marchese Guido della Rosa nel 1870 e dal paleontologo francese Raymond Vaufrey nel 1925. Gli ultimi scavi sono stati effettuati dalla Soprintendenza ai beni Culturali di Trapani sotto la direzione di Sebastiano Tusa.

 

annuale
25 dicembre - 7 gennaio
Natale
Patronale, devozionale e propiziatoria

Artigiani locali e comparse

Comunità locale e turisti

Il presepe vivente ha luogo a Scurati, una realtà di case rurali disseminate come in un presepe, a ridosso di un contesto di grotte naturali ; tra queste primeggia la Grotta Mangiapane: una rarità dotata di apertura altissima e profonda alle cui pareti sono addossate delle piccole case, delle stalle e un forno per il pane, il tutto costruito da una famiglia di pastori fra l'800 e la prima metà del '900. l'area è interessata dal fenomeno del carsismo, che qui ha dato vita a numerose grotte di cui la Mangiapane è la maggiore e la più famosa nel territorio di Custonaci; territorio legeto alle attività estrattive del marmo, vantando un'antica tradizione come importante bacino marmifero. Il presepe si pone come una sorta di operazione museografica che copmporta la conoscenza del territorio e delle attività produttive ad esso connesse insieme al recupero di una serie di competenze organiche ad un tessuto sociale in via di rapida trasformazione. Esso conferisce inoltre identità ad un'intera comunità con il recupero del patrimonio di conoscenze e di abilità manuali connesso ai singoli mestieri. Il cast del presepe è di solito composto da circa 150 interprtei tra artigiani-artisti provenienti dall'intera Sicilia, maestranze contadine e figuranti locali nonchè da numerose comparse; inoltre ogni angolo del borgo si popola di asini, capre, oche, mucche, cavalli ed animali vari.

Il sito comprende complessivamente nove grotte: Mangiapane, Buffa, del Crocifisso, Rumena, Miceli, Cufuni, della Clava, Maria Santissima e Abisso del Purgatorio. Alcune si trovano all'interno della riserva naturale di Monte Cofano. Tra i numerosi reperti storici sono stati ritrovati denti e ossa di animali, selci lavorate, ossidiana e pitture rupestri tuttora conservati presso il museo Pepoli e il museo Etno Antropologico di Parigi. la grotta deve il suo nime alla famiglia che dal 1819 si è insediata all'interno di essa, costruendo un vero e proprio borgo.

gabriella caldarella

Fotografie di Fabio Militello, per gentile concessione