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Registro Eredità Immateriali

205
la Casazza di Nicosia
REIS - Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali
26-07-2017
rappresentazione/spettacolo
Enna
contrada o localizzazione non coincidente con comune
Nicosia
annuale
Pasqua

Con ogni probabilità la Casazza di Nicosia, rappresentazione sacra figurata ed itineranti, deriva dalla tradizione regionale ligure-padana. Rappresentata fino al 1813, presenta tratti di singolarità che nelle altre zone di Sicilia non si trovano. Motivo di questa originalità (in termini di completezza, partecipazione e ricchezza di dettagli liturgici) è probabilmente la discendenza gallo-italica della maggioranza della popolazione nicosiana al tempo dei Normanni e di Federico II, quindi una maggiore aderenza ai canoni rappresentativi "nordici" rispetto a quelli di altre zone dell'isola che si rifanno a riferimenti differenti. Non si hanno notizie certe della prima Casazza a Nicosia, è certo però che in Sicilia la prima sacra rappresentazione del genere Casazza o Martorio è l'Atto della Pinta su testo di Teofilo Folengo rappresentata a Palermo nel 1543. L'origine delle Casazze è certamente "colta"  in quanto sotto la direzione del clero e delle classi nobiliari. La Casazza è una tradizione religiosa che ha caratterizzato per diversi secoli la città di Nicosia e che ad un certo punto cadde in oblio; negli ultimi anni le varie associazioni le compagnie teatrali e il Comune hanno ripreso, con successo, la tradizione.

Le Casazze sono rappresentazioni sacre itineranti, figurate e recitate, con personaggi in costume d'epoca divisi in gruppi relativi a episodi dell'Antico e Nuovo Testamento come un Vangelo itinerante. Il termine "Casazza" deriverebbe dal nome degli edifici (casacce) dove i figuranti si travestivano e provavano le recite. Dal luogo di origine, la Liguria e Genova in particolare, la rappresentazione si sarebbe diffusa in Sicilia (grazie alle relazioni commerciali tra Genova e Palermo) nel Cinquecento. della Casazza di Nicosia si hanno notizie già nel XVII secolo ma fu nei secoli successivi che essa assunse dimensioni imponenti, sia per il numero delle scene che per il lusso dei costumi nonchè per i testi che ne fanno una vera e propria sceneggiatura.

Gabriella Caldarella