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Registro Eredità Immateriali

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"Festa del SS.mo Crocifisso dell'Olmo 'U Signuri di maju"
REIS - Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali
09-06-2021
Celebrazione e pratica rituale
Caltanissetta
contrada o localizzazione non coincidente con comune
Mazzarino

Festa " Il SS.mo Crocifisso dell'Olmo".

annuale
SS. Crocifisso dell'Olmo " U Signuri di Maiu"
Sociale e religiosa

"Confraternita del SS.mo Crocifisso dell'Olmo di Mazzarino".

La festa del SS. Crocifisso dell'Olmo si svolge a maggio, e si prolunga per tutto il mese ed è  delle più belle e partecipate da tutta la popolazione. E' infatti grande devozione dei mazzarinesi per il Signore dell'Olmo, compatrono della città di Mazzarino assieme alla Madonna del Mazzaro, che si festeggia nel mese di Settembre. Le origini del culto e della festa si perdono lontano nel tempo. Al Crocifisso dell'Olmo a Mazzarino è  dedicata la chiesa che si affaccia su uno slargo nella zona settentrionale del centro abitato, fondata sul sito di una preesistente chiesa di età normanna dedicata alla Madonna dell'Itria,  dove si ha notizia di un culto del Santissimo Crocifisso che già nel 1125 era venerato come patrono della città. La  Confraternità  della Bara,  oggi del SS. Crocifisso dell'Olmo, risulta già esistente nel 1550 con sede nell'antica chiesa la quale, nel 1693 a causa del sistema, fu demolita e nella seconda metà del Settecento ricostruita ad opera del Nobile Filippo Bivona. La consuetudine di portare in processione il Cristo ligeo risale al 1693, l'anno del Terremoto, quando il popolo di Mazzarino fece il voto solenne al SS. Crocifisso per avere salvato la città e venne istituita la festa.  Il SS. Crocifisso del " Signore dell'Olmo" deve il suo nome ad una leggenda legata al suo furto  da parte da alcuni uomini, che nottetempo si intrufolarono nella chiesa per impadronirsene. Si racconta che uno di essi portava con sè un bastone d'Olmo che piantò davanti alla porta della chiesa per avere le mani libere e che questo miracolosamente crebbe fino a diventare un albero. A maggio di ogni  anno il Crocifisso ligneo viene portato in processione su una Vara in ferro,  pesante 14 quintali, fatta costruire dal principe di Mazzarino Carlo Maria Carafa. Il fercolo, è portato in giro per le strade principali del paese da più di 100 uomini che, come vuole la tradizione, sono scalzi e nudi, coperti solo da camice bianco. Il pesante fercolo è portato in giro per le strade al grido di  "Viva Gesù  Crucifisu"  e sotto una pioggia di margherite gialle. Difatti al passaggio del fercolo i fedeli lanciano dai balconi delle strade che il fercolo attraversa, margherite gialle, chiamati "sciuri di maiu", fiori di maggio, che sbocciano nei campi proprio nel mese di maggio. 

Vincenzo Ferrigno- La Confraternita del SS. Crocifisso dell'Olmo- Caltanissetta  1993- Tipografia Lussografica.

Ingala, P.G.,- Ricerche e considerazioni sull'antichissima città di Mazzarino-Caltanissetta 1990- Ospizio di Beneficienza.

http://www.signoridellolmo.it

htt://www.radioluce.it/2016/05/09/ss-crocifisso-dellolmo-mazzarino-le-f....)

Il fercolo è formato da quattro assi di abete dette "baiarde" e da una base quadrangolare, che sorregge "u munti", baldacchino fatto di rami, foglie e fiori in ferro battutto. All'interno del baldacchino viene collocato il Crocifisso per essere portato in processione, mentre ai piedi della croce vi è una sfera che indica il mondo. Accanto ad essa vi sono 4 angeli. Nella parte superiore delle baiarde vi sono degli anelli  in ferro detti  "currula", dove ogni confrate inserisce una tela bianca detta "tuagghieddra", che serve per  per le manovre di caricamento del fercolo. Le baiarde terminano con grossi anelli dette "buccula", dove vengono ancorate 6 corde dette "li venta", che servono a direzionare la "vara". 

Il Cristo viene prelevato dalla cripta e legato sul fercolo mediante nastri rossi. Sono momenti di intense emozioni sublimato dal canto dell'inno " Al Signore che vince la morte, apriamo le porte del nostro cuor, Salvatore di Mazzarino sostieni il cammino di chi ti invoca e ti loda ogn'or", scritto da don Salvatore Chiolo insieme alla musica composta dal papà Paolino. 

La processione si snoda per la via Anzaldi, antica strada maestra della città. 

Calamea Patrizia