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Registro Eredità Immateriali

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Archi di Pasqua
REI - Libro delle celebrazioni
26-01-2007
Festa/Cerimonia
Agrigento
San Biagio Platani
L’origine della festa si colloca alla metà del Seicento, epoca della fondazione del paese. In origine la tradizione sembrerebbe avere avuto luogo dall’uso di appendere ciambelline di pane (cudduri) ai balconi perché fossero benedette al passaggio della Madonna e del Cristo Risorto.
Annuale
Domenica di Pasqua
Resurrezione del Cristo Salvatore
Devozionale/Propiziatoria/Rigenerativa
Confraternita del SS. Sacramento (Madunnara); Confraternita del SS. Rosario (Signurara)
Devoti, comunità locale, turisti
Ogni anno, la domenica di Pasqua, nel piccolo paese dell’agrigentino, si celebra una sfida fra i devoti della Madonna, che fanno capo alla confraternita del Santissimo Sacramento e i devoti del Cristo morto che fanno capo alla confraternita del Santissimo Rosario. La competizione consiste nell’allestimento di enormi impalcature che fanno da sfondo architettonico all’incontro fra la Madre e il Figlio Risorto nel giorno della Pasqua. Lungo il corso principale del paese, dove sorge la Chiesa Madre da cui usciranno le statue, sono allestiti due archi monumentali che dividono lo spazio circostante in due distinte aree di pertinenza. Gli archi sono realizzati su strutture vegetali di ferule e canne e rivestiti di pani, agrumi, foglie di alloro, datteri, fiori e rosmarino. La loro preparazione ha inizio alcune settimane prima, trasformando il paese in un grande cantiere dove gli uomini si dedicano alle grandi impalcature, mentre le donne realizzano gli elementi figurativi. Lungo la superficie di queste grandiose e spettacolari architetture effimere si susseguono una serie di quadri figurativi con soggetti sacri. Prevalgono le figure zoomorfe: pesci e farfalle, aquile e galletti, colombe e agnelli ma non mancano gli angeli, gli astri, i cuori e gli ostensori. Su questi quadretti realizzati in pane a bassorilievo, un soggetto ricorrente è la facciata della Chiesa Madre. Per dare maggiore lucentezza alle composizioni, i pani vengono lustrati di un bianco luminoso, ottenuto dall’impasto di albume e zucchero e prendono il nome di murmurati. Essi sono sistemati sugli archi sopra un fitto strato di ciambelle cotte senza albume, in mezzo a garofani e altri fiori rossi. Lunghissime sequenze di arance incorniciano le composizioni. Altri pani raffigurano episodi biblici e scene della Via Crucis, ma anche rosoni e medaglioni che riproducono le quattro stagioni, nidi di rondine con vero muschio all’interno, pagliai con i basamenti di pietra a secco, grappoli d’uva e cesti di frutta. Di pane sono i capitelli delle colonne e lo stesso stemma del Comune che campeggia in alto sui prospetti architettonici.
Buttitta, Antonino e Antonino Cusumano. 1991. Pane e festa. Tradizioni in Sicilia, Palermo: Guida.
 
Carbone, Calogero e Gabriella Costantino e Giuseppe Parello, a cura di. 2002. San Biagio: ricerche e materiali su un centro feudale siciliano di età moderna. Agrigento: T. Sarcuto.
 
Giacobello, Giuseppe e Rosario Perricone, a cura di. 1999. Calamònaci. Palermo: Bruno Leopardi.
Il rito ha un forte valore simbolico e sociale. Si trovano riferimenti al culto della dea della terra Cerere e al ciclo della natura. La pratica dell’arco di trionfo si ricollega, invece, alla politica celebrativa dei Viceré spagnoli e in questa occasione celebra la vittoria del Cristo sulla morte.
Ester Oddo

San Biagio Platani. Il paese degli archi. Andato in onda 30/09/1986. Video. Archivio Rai Regione Sicilia. 

Archi di pane - San Biagio Platani  [ultima consultazione 27-04-2016]