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Registro Eredità Immateriali

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Festa della Madonna della Lettera
REI - Libro delle celebrazioni
19-05-2008
Festa patronale
Messina
Messina
L'episodio, tramandato dalla tradizione e dalla fede, legato alla festa della Madonna della Lettera, risale al 42 d.C., anno in cui un gruppo di messinesi, in rappresentanza dell'intera città, convertitasi al cristianesimo grazie alla predicazione di San Paolo, si recò in Terra Santa per rendere omaggio alla madre di Cristo, ancora in vita. Qui, accolti dalla Madonna il 3 giugno, ricevono una lettera in cui Ella assicura in eterno la sua protezione alla città. L'8 settembre dello stesso anno, i messinesi tornano in patria.
Il culto dei messinesi alla Madonna della Lettera si sviluppa nel XVI secolo, la data fissata per la festa era inizialmente l'8 settembre, in ricordo del rientro dell'ambasceria.
Il 30 luglio 1636 un atto del Senato di Messina fissa ufficialmente al 3 giugno la data della festa, facendo riferimento, quindi, alla data in cui avvenne la visita alla Madonna.
Nel 1716, quando il basiliano Gregorio Arena portò a Messina la traduzione della presunta lettera scritta dalla Madonna (traduzione da un codice arabo, appartenuto al vescovo di Mardin e, a sua volta avuto dal patriarca di Antiochia, Ignazio) la Madonna della Lettera venne eletta ufficialmente Patrona della città e da allora la festività del 3 Giugno divenne più solenne.
Annuale
3 Giugno
Devozionale
Le confraternite della diocesi di Messina nei loro abiti tradizionali sfilano composte in due file ai lati della processione.
Comunità locale, turisti
Ogni anno, il 3 giugno, la città di Messina ricorda la consegna della Sacra Lettera alla delegazione di Messinesi in visita alla Madonna, rinnovando la devozione alla loro Patrona. Viene portato in processione il reliquiario contenente i capelli con i quali la Madonna (secondo la tradizione) legò la Sacra Lettera e una statuetta argentea posta su una vara, anch'essa d'argento. La processione si snoda per un percorso di circa 3 km tra le vie della città, preceduta da tutte le confraternite della diocesi, in abito tradizionale disposte su due file.
Durante la settimana antecedente la festa, tutti i giorni alle 13:00, le campane della città suonano per ricordare ai cittadini l'ora del rientro in patria dell'ambasceria alla Madonna.
In occasione della festa, il dipinto posto sull'altare maggiore della cattedrale, raffigurante la Madonna con il Bambino, viene ricoperto dalla cosiddetta Manta d'oro, sostituendo quella in argento che ricopre quotidianamente il dipinto. La Manta è la riproduzione in oro cesellato delle vesti della Madonna e del Bambino.
Messina : Assessorato alla pubblica istruzione. 1992. Feste, fiere, mercati. S.d. Messina: EDAS.
La piccola vara processionale è realizzata in argento cesellato e la sua fattura risale al 1626. Su di essa, probabilmente, prima veniva posto solamente il reliquiario contenente il Sacro Capello della Madonna, oggi vi è posta anche una statuetta argentea, alta soli 90 cm, realizzata dal devoto Nunzio Magliani nel 1902.
Il reliquiario oggi portato in processione costituisce l'unico esempio esistente in Sicilia di lampada in cristallo di rocca con scanalature alternate di tipo dorico e ionico. È di forma piramidale con base tonda in argento dorato con piccole foglie, sormontata da una croce in bronzo dorato di epoca tarda. Di autore ignoto, il reliquiario (lampada) risale al X, XIII o forse al XV secolo.
(Scheda OA: 1900058782 – Reliquiario (Lampada) -  Autore della scheda: C. Ciolino)
 
Il dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino posto sull'altare maggiore del duomo di Messina è un olio su tavola, riproduzione del XX secolo, ad opera di Adolfo Romano, dell'originario andato perduto nell'incendio del 1254. La Madonna è rappresentata a mezzo busto, su fondo dorato, con il Bambino benedicente sulle braccia. Giornalmente è ricoperto con una manta d'argento, sostituita con la ricca manta in oro soltanto il 3 giugno, in occasione della festa.
(Scheda OA: 1900058612– Dipinto raffigurante La Madonna con il Bambino -  Autore della scheda: C. Ciolino)
 
La Manta d'oro (160 x 98 cm) delinea le vesti della Madonna e del Bambino con una raffinata lavorazione in cesello d'oro che riproduce le pieghe e i ricchi tessuti secenteschi, quali damasco e broccato. L'opera risale al XVII secolo: come si può leggere nell'iscrizione su di essa riportata, fu iniziata nel 1661 e terminata nel 1668 da «Innocenzo Mangani, argentiere scultore architetto fiorentino». Nel corso del tempo è stata impreziosita ulteriormente da gioielli, pietre e smalti, donati da nobili e arcivescovi in segno di devozione alla Madonna della Lettera. È custodita nella stanza del tesoro della cattedrale intitolata alla Madonna Assunta.
(Scheda OA: 1900058765 – Manta  - Autore della scheda: C. Ciolino)
 
La Sacra Lettera: la verità storica della lettera scritta dalla Madonna ai Messinesi, nel tempo è stata smentita e poi confermata. Sicuramente l'originale della lettera non esiste più; nel tempo pare sia andata perduta, ma ne resta traccia in alcuni documenti storici, nell'iconografia legata all'episodio dell'incontro con la Madonna, oltre che nella tradizione. La lettera fu scritta in ebraico o arabo antiocheno, con caratteri siriaci, in seguito tradotta in greco e poi in latino da Costantino Lascari. Di certo Messina ricorda questo evento e soprattutto la protezione promessa dalla Madonna in molte occasioni. Per citare qualche esempio: la statua posta all'ingresso del porto raffigura proprio la Madonna con un braccio alzato nell'atto di benedire la città mentre nell'altra mano tiene la lettera. Ai piedi della statua sono riportate le parole che chiudevano la Sacra Lettera: Vos et ipsam civitatem benedicimus. Mentre tra le scene che alle 12:00 di ogni giorno animano l'orologio del Duomo, ve n'è una che raffigura l'ambasceria alla Madonna.
Mariangela Riggio
Messina. La Festa della Madonna della Lettera 9/9/1936. Archivio Storico Istituto Luce. 
 
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