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Registro Eredità Immateriali

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I Misi i l'Annu
REI - Libro delle celebrazioni
20-10-2008
Festa
Messina
Rodi' Milici
I misi ill’annu
L’origine di questa manifestazione si fa risalire al 1880 circa per merito del poeta-contadino Giuseppe Trifilò che la portò in scena intorno al 1905 interpretando lui stesso il Viandante, ruolo poi assunto da Vincenzo Calcagno che curava anche la regia. E’ una rappresentazione in un unico atto composta da 15 personaggi, tratto da un testo attribuito al poeta rodiese Giuseppe Trifilò.
Scenografica declamazione di un testo popolareggiante dovuto al poeta-contadino Giuseppe Trifilò, accompagnato da un variegato corteo di dodici cavalieri, su bardati asini o cavalli per magicamente rifondare al comando del Poeta/Re del Carnevale, l’ancestrale potere del ciclo agrario dell’anno ai fini della sopravvivenza della comunità/territorio.
Annuale
La domenica e il martedì di Carnevale
Carnevale
Propiziatoria
15 personaggi: i dodici mesi dell’anno che si contendono la corona del re; il Poeta/magistrato che fa da paciere; il Viandante, (il narrante), il Re (Simbolo del tempo).
Intera comunità locale, turisti
I misi ill’annu o la Disputa della Corona è una declamazione a più voci che vede protagonisti i dodici mesi dell’anno che si contengono attraverso duelli incalzanti a base di versi la corona del re, simbolo del Tempo. I dodici mesi, in groppa ad asini o cavalli, sono addobbati con nastri colorati, fiori, coperte riccamente ricamate e lustrini vari, ed espongono con in rima i motivi per i quali ognuno di loro merita il titolo di re.
In aiuto del re interviene il Poeta/magistrato che riesce a far superare i contrasti (“un solo dio regna”) e a riportare la pace ed esaltare i buoni rapporti con un ballo pacificatore. Alla fine del ballo sarà il Viandante, una sorta di “Io narrante”, che incoraggerà il re che riuscirà a salvare la propria corona.
I pretendenti della corona del Re sono i dodici mesi: Gennaio, “primo mese” che fornisce acqua ed alimenti; Febbraio, mese della gaiezza e di sciali; Marzo, che simboleggia la primavera ricca di piante; Aprile (che anticamente era rappresentato da un uomo vestito con abito da sposa e oggi da una ragazza con abbigliamento da primavera), il “mese della bellezza”; maggio, che porta abbondanza di franzisi (aratro a una sola ala) e tumunìa (grano marzuolo); giugno, il mese delle giornate di mietitura; luglio, che offre frumento e frutti di ogni specie; agosto, che porta il gran caldo e la ricchezza di frutti; settembre, che cantando porta alla vigna; ottobre, che offre vendemmia e salsicce; novembre, che porge vino pronto e neve per alimenti; dicembre, che da i natali a Cristo Onnipotente.
Bonvegna, Carmelo. 2005. Usi e costumi di Rodì e Milici: indagine storico-etnologica in un comune dell'entroterra milazzese, Foggia: Bastogi.
 
Scardino, Angela. 1992. Feste a Rodì Milici, in Feste, fiere, mercati, a cura dell'Assessorato alla pubblica istruzione, Vol. 2. Messina: EDAS, pp. 279-284.
Chiara Dell'Utri
Video della Sfilata dei dodici mesi a Rodì Milici [ultima consultazione 27-04-2016]