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Registro Eredità Immateriali

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Rito delle Cento Onze
REI - Libro delle celebrazioni
13-04-2007
Festa/Cerimonia
Palermo
Centro Storico di Palermo
Palermo
Rito delle Cento Onze
Durane il 1624, l’anno della terribile peste, nella città di Palermo furono istituite i due più importanti culti religiosi cittadini: il culto di Santa Rosalia, nominata Patrona principale della città di Palermo a seguito del ritrovamento delle sue «sacre ossa» e il culto della Madonna Immacolata, già presente nelle celebrazioni siciliane, che mantiene il suo ruolo preminente nell’organizzazione della festività cittadine. Il dogma dell’Immacolata Concezione, infatti venne riconosciuto dalla Chiesa solo nel 1854, ma prima di allora, già nel 1439 al Concilio di Basilea, l’arcivescovo di Palermo insieme ai francescani ne avevano difeso il dogma. Infatti, come racconta il canonico Mongitore è dal 1425 che la Conceptioni si ripete tutti gli anni come festa di precetto, ma la sua devozione è tanto antica da «non sapersi l’incominciamento».
Durante il Pubblico Consiglio del 27 luglio del 1624 il Senato palermitano compie il voto di difendere la dottrina dell’immacolato concepimento e approva di «honorare la Sua Immacolata Conceptione con fare la festa nel suo giorno a sue spese nella chiesa di Santo Francesco d’Assisi di questa città, con lo intervenire il Senato presentialmente alla detta festa con tutti i suoi ufficiali». Per far ciò la città si impegna ad onorarne la festa con una degna celebrazione, il «rito delle cento onze», che nasce ufficialmente il 18 novembre 1624.
Dal 1655 il Senato palermitano riordina e stabilizza in dieci norme, con “atto d’obbligo” per tutti i futuri amministratori comunali, i provvedimenti riguardanti il culto della Vergine, il “rito delle cento onze” e il solenne giuramento. Nel XVIII secolo diverse congregazioni divulgarono la formula del giuramento attraverso fogli volanti che promettevano l’indulgenza plenaria in punto di morte a chi lo pronunciava.
Annuale
7-8 Dicembre
Voto della Città di Palermo alla Vergine Immacolata espresso a causa della peste del 1624, da svolgersi annualmente in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, tra il 7 e l’8 dicembre
Celebrativa urbana
Autorità civili (il Sindaco) e religiose (Arcivescovo)
Intera comunità cittadina e devoti, turisti
Il «rito delle cento onze» è un rito urbano istituito nel 1624 dal Senato di Palermo in occasione del voto di giuramento in difesa di «Maria concepita senza peccato», ovvero il dogma cattolico della “Immacolata Concezione”, che sarà proclamato ufficialmente con la bolla Ineffabilis Deus da papa Pio IX l'8 dicembre del 1854. Essa sancisce che la Vergine Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal suo concepimento.
La prima formula del giuramento per il quale il Senato palermitano si impegna a difendere il mistero dell’Immacolata Concezione «ad ultimum vite spiritum» fu pronunciata dal Senato il 15 agosto del 1624 in Cattedrale, in occasione della Festa dell’Assunta, alla presenza del Cardinale e del Clero. Oltre al solenne giuramento il senato si impegnava a versare una donazione in denaro (le cento onze) al convento di San Francesco d’Assisi al fine di arredare la cappella dell’Immacolata nell’omonima chiesa, consuetudine che diventerà uno dei momenti identitari di Palermo e che ancora oggi assume il ruolo di “rito urbano”. Il rito, ad oggi attivo, prevede un’ampia partecipazione popolare, ma gli attori principali sono le autorità civili (il Sindaco) e religiose (l’Arcivescovo di Palermo).
L’antica celebrazione iniziava alla vigilia del 7 con un giorno di digiuno e l’allestimento degli apparati festivi nella chiesa di San Francesco, mentre i padri francescani «percorrevano in doppia fila il Cassaro con le granate in mano»; nella notte fra il 7 e l’8 dicembre, nella chiesa di San Francesco il clero, il Senato e migliaia di fedeli rinnovano con grande partecipazione il giuramento; l’8 dicembre si portava la statua della Madonna Immacolata in cattedrale dove vi restava per otto giorni. Nella testimonianza del Mongitore il Cassaro, l’attuale Corso Vittorio Emanuele, si riempiva di fiaccole in processione (mazzuni) che venivano accese davanti la chiesa di San Francesco.
Oggi è il Sindaco a compiere la tradizionale offerta, a rinnovare il giuramento di fedeltà e ad elevare la supplica per la protezione dell'intera città durante la solenne Messa. Del rito antico si perpetua anche la processione del simulacro composto dalla Statua in argento dell’Immacolata che resta esposta in Cattedrale alla pubblica devozione fino alla domenica successiva.
Il voto e l’offerta delle cento onze continuano ripetersi ogni anno attraverso i secoli mostrando una devozione viva che sfida la modernità e che, con la sua permanenza, offre una chiave di lettura della funzione pubblica assolta dalle Istituzioni comunali.
Calandra, Eliana, a cura di. 1996. L'Immacolata e il rito delle cento onze. Fonti storico-documentarie, Palermo: Archivio Storico Comunale di Palermo.
 
Calandra, Eliana, a cura di. 1996. Il Libro del Giuramento all'Immacolata. Memorie di un rito urbano (1795-1912), Palermo: Archivio Storico Comunale di Palermo.
 
Ciccarelli, Diego e Marisa Dora, Valenza, a cura di. 2006. La Sicilia e l’Immacolata. Non solo 150 anni, atti del convegno Palermo 1-4 dicembre. Palermo: Biblioteca Francescana Officina di Studi Medievali.
 
Di Natale, Maria Concetta e Maurizio, Vitella, a cura di. 2004. Bella come la luna, pura come il sole. L'Immacolata nell'arte in Sicilia, Palermo: Provincia religiosa di Sicilia dei Frati Minori Conventuali Ss. Agata e Lucia.
 
Gulotta, Piero. 1996. L’offerta delle cento onze all’Immacolata Concezione ed il “voto sanguinario” del Senato di Palermo, in Il Libro del Giuramento all’Immacolata. Memorie di un rito urbano (1795-12). Roma: stampa anastatica.
 
Palermo, Gaspare. 1816. Guida istruttiva per potersi conoscere... tutte le magnificenze... della città di Palermo, Palermo: Reale Stamperia Palermo.
 
Tinaglia, Vivi. 2005. La basilica di San Francesco d'Assisi a Palermo. Storia delle trasformazioni e dei restauri, Palermo: Edizioni Fondazione Salvare Palermo.
Il restauro della Statua d’argento dell’Immacolata è stato recentemente realizzato dal Maestro Piero Accardi, esponente dell’antica maestranza degli Argentieri di Palermo insieme al Maestro argentiere Antonino Amato, Tesoro umano vivente.
Il rito delle “cento onze” in occasione della Festa dell’Immacolata Concezione, si collega ad un’altra festa di matrice francescana chiamata lo “Stellario”, ancora oggi celebrata nell’ultima domenica di agosto in memoria dei 12 privilegi mariani.
Chiara Dell'Utri