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Registro Eredità Immateriali

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Festa della Madonna delle Milizie
REI - Libro delle celebrazioni
17-11-2010
Festa/Cerimonia
Ragusa
Scicli
Maria re Mulici oppure Maria Mulici
Gli abitanti di Scicli, non conoscendo la data esatta dell'apparizione, venerano la Vergine l'ultimo Sabato di Maggio; invece originariamente si festeggiava nei giorni in prossimità della Pasqua. Il simulacro della Beata Vergine è conservato nella chiesa Madre di Scicli. Testi storici riferiscono che la festa in onore della Madonna delle Milizie rievoca il miracoloso fatto d'armi del 1091 quando, attaccati dall'Emiro saraceno Bel-Kan, il quale riteneva di essere il padrone della terra di Sicilia, il normanno Gran Conte Ruggero d'Altavilla e la popolazione di Scicli dovettero unirsi e combattere insieme sulla spiaggia di Donnalucata le preponderanti forze avversarie che stavano per vincere se non fosse intervenuta miracolosamente a loro favore la Vergine, in groppa ad un cavallo bianco, accompagnata da un intenso fumo blu e con spada sguainata. L’intervento della Madonna portò i cristiani alla vittoria.
Annuale
Ultimo sabato di Maggio
Festeggiamenti della Santa patrona. Conclude il trittico delle tre grandi feste religiose di primavera che si svolgono a Scicli.
Devozionale
Attori popolari con abiti d’epoca e armi che simboleggiano i due gruppi dei cristiani e dei saraceni, corse di cavalli.
Comunità locale, clero, devoti, turisti
La festa in onore della Madonna delle Milizie inizia l’ultimo giovedì di Maggio, va avanti il venerdì ma il giorno più importante è il sabato. Il momento più significativo della festa è la rappresentazione teatrale, il sabato, di una "moresca"(antica danza di origine araba) a ricordo della battaglia avvenuta nel 1091 per la liberazione della Sicilia dal dominio saraceno; nella rappresentazione, che si tiene ogni anno da tempo immemorabile, si fronteggiano i Turchi (i Saraceni) capeggiati dall'Emiro Bel-Kan e i Cristiani (i Normanni) guidati dal Gran Conte Ruggero d'Altavilla. Nella rappresentazione vengono ricreati gli ambienti suggestivi della lotta e attori popolari, con abiti d’epoca e armi, recitano sulle strade ripercorrendo i momenti più importanti della battaglia, che si conclude con l'intervento miracoloso della Vergine Maria (detta "delle Milizie" o "dei Milici"), che, scesa dal Cielo in groppa ad un Bianco Cavallo, libera la città dall'assedio straniero.
La tradizione vuole che Maria Santissima delle Milizie rappresenti l'Addolorata, molto venerata dagli Sciclitani. Il mattino del sabato si sentono per le vie continue scoppiettate ed un fragoroso battere di tamburi. I marinai e pescatori dei paesi viciniori, malgrado la parte odiosa che recitano come Musulmani e la sicura disfatta, fanno mostra della loro gioiosa festosità e delle loro ricche vesti. Intanto si viene ingrossando l'esercito cristiano, formato dagli Sciclitani, discendenti degli eroici avi che combatterono, sotto la protezione di Maria, per la difesa della patria e della fede. Il suono delle campane invita tutti alla Chiesa dove si trova la magnifica statua della Vergine delle Milizie. Ruggero e i suoi armati, a suon di banda, fanno un giro del paese e si recano in Chiesa per offrire a Maria i loro omaggi. Poco dopo, a passo lento e grave, arriva il superbo Emiro Bel-Kan con le sue orde armate; fra i due capi si hanno i primi scambi di invettive e minacce che poco dopo si tramutano in guerra. Avanzano per primi i saraceni, seguono i cristiani; il clero con la statua chiude la processione che si dirige verso il piano detto dell'Oliveto, dove viene rappresentata la moresca. La Battaglia simulata si conclude, quindi, con l'intervento miracoloso della Vergine Maria, che, scesa dal Cielo in groppa ad un Bianco Cavallo, libera la città dall'assedio straniero.
Terminata la moresca, l’immagine della Madonna viene portata in processione al Santuario delle Milizie. Il viaggio è un po’ lungo, ma sono numerosi i devoti che fanno il pellegrinaggio. La statua giunge in chiesa qualche ora dopo la mezzanotte e subito dopo viene celebrata la Messa solenne che conclude i festeggiamenti.
Cardella, Antonio. 2002. Santi riti e leggende del popolo siciliano, Palermo: Sigma.
 
Croce, Marcella. 2004. Le stagioni del sacro: almanacco delle feste popolari in Sicilia, Palermo: D. Flaccovio.
 
Pitrè, Giuseppe. 1979. Feste patronali in Sicilia, Volume unico, Sala Bolognese: Arnaldo Forni.
 
Trigilia, Melchiorre. 1988. La Madonna dei Milici di Scicli, Scicli: Setim.
Vedi Dialogo in dialetto fra il Conte Ruggero e Bel-Kan dal M. Trigilia, La Madonna dei Milici di Scicli, Setim Editrice, Scicli 1988, pp. 193-194.
La festa della Madonna delle Milizie rientra tra le feste della spada, con riferimento all’amore siciliano per il mondo cavalleresco. Le lotte fra Cristiani e Saraceni erano state vissute in prima persona dal popolo siciliano sia durante la dominazione araba che in occasione delle scorribande turche. Le spade dei paladini, insomma, sono dei cutieddi siciliani poco più lunghi. La Madonna delle Milizie di Scicli è forse l'unica Vergine armata esistente al mondo.
La Festa delle Milizie, inoltre, è nota in tutto il mondo per essere l'unica manifestazione in cui si commemora la discesa della Vergine a cavallo, che, armata di spada, salvò gli sciclitani dalle incursioni saracene.
Durante i giorni della festa si svolgono manifestazioni collaterali come la Sagra delle Teste di Turco, dolce tipico sciclitano per eccellenza, con evidente riferimento proprio alla battaglia che ispira la festa, ed eventi duranti i quali è possibile degustare prodotti tipici.
Salvatore Gambacurta
Festa Madonna Milizie - Comune di Scicli [ultima consultazione 28-04-2016]
 
 
Italia. Scicli del 17/04/1935. Archivio Storico Istituto Luce.