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Registro Eredità Immateriali

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Festa di San Sebastiano Martire
REI - Libro delle celebrazioni
13-04-2007
Festa patronale
Siracusa
Palazzolo Acreide
Le origini della festa, risalgono al 1603, alla celebrazione della Madonna Odigitria, giorno in cui si fece coincidere la festa in onore del San Sebastiano martire, fissata al martedì di Pasqua. Fino al 1712 la celebrazione della festa si alternò tra tale giorno e la domenica dell’ottava di Pasqua. In origine la festa durava otto giorni, in cui si svolgevano straordinari festeggiamenti, erano allestite luminarie, realizzati giochi di fuoco, giochi popolari in piazza, corse di cavalli e ogni altra occasioni di svago. Come riporta Giuseppe Pitrè, Palazzolo Acreide si caratterizzò per una forte diatriba per il primato tra San Sebastiano e San Paolo che si protrasse a lungo e fu giocata all’interno di due contrade, facendo leva sull’importanza che i due Santi avevano rivestito all’interno della storia della religione cristiana. Dal più forte e combattente Paolo, al mite e dimesso Sebastiano che si lasciò trafiggere il corpo.
Annuale
20 Gennaio; 10 Agosto (processione estiva)
Festeggiamenti in onore del Santo Patrono
Celebrativa/Devozionale
Clero, devoti portatori di vara, donne devote scalze
Gruppo bandistico, comunità locale, devoti, turisti
La festa di San Sebastiano, celebrata dalla chiesa cristiana il 20 gennaio, è replicata a Palazzolo Acreide il 10 Agosto. Il rito andò a soppiantare la festa per la Madonna dell’Odigitria che si celebrava in quella stessa data. I festeggiamenti iniziano già la sera precedente, quando il fercolo secentesco del Santo, nascosto alla vista dei fedeli per l’intero anno, viene svelato. Alle 13, il fercolo e la reliquia, portati da devoti a spalla nuda, escono tra la folle festante. Nel paese questa festa si lega ad un comune e sentito atto di sofferenza; le donne a piedi scalzi seguono i fercoli accompagnate dalla banda e da migliaia di devoti e i portatori di vara, afflitti dall’intenso calore di una giornata estiva, attraversano le strade del paese, conducendo le vare anche per percorsi ripidi. Il sacrificio per il Santo accresce quando le vare giungono alla salita di Via Fiume Grande, dove la grande ripidità del vicolo induce i portatori a muoversi in uno spazio ridotto, a formare una catena umana. Al Santo, come la ritualità religiosa più volte conferma, sono associati poteri salvifici, di guarigione. In chiesa e durante il percorso, numerosi neonati e bambini vengono, infatti, spogliati e offerti in senso di protezione e di invocazione di grazia. Un’altra processione serale chiude i festeggiamenti in onore del Santo, che in realtà perdurano con momenti di divertimento nel paese per l’intera settimana.
Pitrè, Giuseppe. 1979. Feste Patronali in Sicilia in Biblioteca delle Tradizioni popolari siciliane. Sala Bolognese: Forni. v. XXI.
 
Croce, Maurizio. 2004. Le stagioni del sacro: almanacco delle feste popolari siciliane. Palermo: Flaccovio.
La Basilica di San Sebastiano di Palazzolo Acreide, in cui si conserva il fercolo, è annoverata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, tra le città tardo- barocche della Val di Noto.
Ester Oddo
San Sebastiano. Il Culto e la festa [ultima consultazione 27-04-2016]