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Registro Eredità Immateriali

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Gallo Italico (Parlata Alloglotta)
REI - Libro delle espressioni
25-01-2006
Pratica espressiva
Enna
Nicosia (in dialetto Necoscia)
Nicosia
Nkoukkà
Il dialetto gallo-italico di Nicosia, come gli altri dialetti siciliani che presentano la stessa radice, deve la sua origine alla dominazione normanna del 1060 d.C., quando il conte Ruggero iniziò il processo di conquista dell'Isola, liberandola dalla dominazione araba.
Conquistate le prime città isolane, i Normanni raggiunsero Troina e da lì si spostarono alla volta di Cerami, tentando di conquistare la roccaforte di Nicosia. Quest'ultima era dotata di una potente difesa, costituita dal castello e da altri avamposti che gli Arabi avevano collocato sul territorio. I Normanni dovettero così aspettare il 1064 per conquistare anche la città di Nicosia. La cittadina fu ripopolata da una colonia di Lombardi che introdussero nuove tradizioni, costumi, usanze e, in particolar, modo la loro lingua e il loro dialetto.
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A Nicosia il galloitalico stretto o nkoukkà è molto vivo. Nel 1966 Giovanni Tropea, nella sua opera Effetti di simbiosi linguistica nelle parlate galloitaliche di Aidone, Nicosia e Novara di Sicilia, afferma che il dialetto galloitalico a Nicosia è "ancora abitualmente parlato dalla stragrande maggioranza della popolazione", sottolineando come i parlanti mostrano un "fiero orgoglio municipale" nei confronti del siciliano e degli altri galloitalici.
Tra le parlate alloglotte gallo-italiche di Sicilia sono molte le differenze che intercorrono tra loro, principalmente nella fonetica. Cosa diversa nel caso del dialetto di Sperlinga e di Nicosia, in linea di massima molto simili.
Fonti storiche attestano che agli inizi del XVII secolo un raggruppamento della popolazione di Nicosia si trasferì a Sperlinga. Nei quartieri in cui il gruppo di nicosiani si inserì, la parlata si rafforzò maggiormente.  
Il dialetto gallo-italico di Nicosia, come quello di Piazza Armerina, Aidone, Sperlinga e San Fratello, viene definito alloglotto in quanto frutto di differenti influenze linguistiche.
Assume particolare rilievo storico la produzione letteraria che dall'Ottocento riguarda la città di Nicosia. Produzione letteraria che rimase fervida negli anni successivi.
Di seguito un componimento poetico in gallo-italico nicosiano di Sigismundo Castrogiovanni:
 
I sachettë d' Mönda Löla
 
N’n ghjer’nö battisg’më e zzitagë
ch’ n’n s’ pr’s’ntava  Mönda a Lola.
Ierënö a San Cataödö o a Porta Bia
ma Mönda d’ s’gurö cö savia.
S’ pr’s’ntava tuta nzzöddarada
e davia trasö, s’tessë e mangè;
avuöghiö d’ mbuela, rasgiöneghjë
sa iëra ddà, ddà a davia rrëstè.
Guaë se ta na passada t-â scördavë
trasia a tutë bandë a dömandè;
e göscì, p’ n-â fërö nförriè
ögnö passada a fasgivë pigghjè.
Tastava tutë cösë e puöë söövava
ta na sachetta chëö ch’ ghj’ rëstava
mbiscandö  zzucarinë, past’ssecchë,
dörcë câ crema, mëndölë, cönfetë.
Bëvia, mangiava e ndava rëcampandö
chëö  ch’ pödia födderö tê sachëttë.
Së pigghiada chê bönë  s’ n’n ndava
ma chë sachëtte tutë mbarazzaë
e da chëddë carösgë ch’ sc?ntrava
ficcava a man e na cösa ghjâ dava
n’sciönö  zzucarinë möddiaë
câ crema mp’ccigada, na cönfeta,
quatrö  cöce d’ calia, m’stazzölë
ö mëndölë  nförnaë  passaë   câ crema;
e mancö  maö ch? i liguörë e ö vin
cô mbutö  tâ bötighia s-î böccava!
 
Le tasche di Sigismonda detta la Lola
 
Non c’erano battesimi o matrimoni
cui non si presentasse Monda detta la Lola.
Fossero a San Cataldo o a Porta Abbia
Ma Monda di sicuro lo sapeva.
Si presentava tutta sporca
E pretendeva di entrare, sedersi e mangiare;
avevi voglia di spingerla, ragionarci,
se era là, là doveva restare.
Guai se nel passare le vivande te la scordavi
Entrava dappertutto a chiedere;
e così, per non farla infuriare
ad ogni giro le si permetteva di prendere qualcosa.
Assaggiava ogni cosa poi conservava
In una tasca quello che le restava
Mischiando tarallucci, pasta frolla,
dolci con la crema, mandorle, confetti.
Beveva, mangiava e andava raccogliendo
Quello che poteva stivare nelle tasche.
Se la si prendeva con le buone se ne andava
Ma con le tasche stracolme
E a quei bambini che incontrava
Ficcava una mano e dava qualcosa.
Uscivano tarallucci mollicci
con la crema appiccicata, un confetto,
quattro ceci tostati, mostaccioli
o mandorle tostate avvolte di crema;
e meno male che i liquori ed il vino
se li metteva con l’imbuto in una bottiglia.
 
De Gregorio, Giacomo. 1910. Studi glottologici italiani, Volume 5. Torino: Editore E. Loescher.
 
Beritelli La Via, Giuseppe. 1852. Notizie Storiche di Nicosia. Palermo: Stamperia di Giovanni Pedone.
 
Trovato, Salvatore. 1989. Progetto Galloitalici, Saggi e Materiali, Dipartimento di Scienze linguistiche filologiche letterarie medievali e moderne, Università di Catania.
 
Trovato Salvatore. 1997. Virescit vulnere virtus in Saggi di toponomastica nicosiana. Nicosia: Edizioni Valdemone.
 
Trovato, Salvatore. 2002. La Sicilia. Torino: UTET.
 
Tropea, Giovanni. 1966. Effetti di simbiosi linguistica nelle parlate galloitaliche di Aidone, Nicosia e Novara di Sicilia. Torino: Stamperia Editoriale Rattero.
Il poeta Sigismundo Castrogiovanni (n. 1933), noto come Mundo, è uno dei maggiori esponenti della poetica in gallo-italico nicosiano. Il poeta si è cimentato nella poesia, nella narrativa, nelle sacre rappresentazioni e nel teatro. Il poeta si ispira soprattutto alla vita della Nicosia dei tempi passati.
Francesca Maria Riccobene
(AdS: )
 
I cardoe de Scioro -Dialetti CD 2, audio contenenti racconti e proverbi in galloitalico, registrati a Nicosia; due interviste in galloitalico sulla caseificazione e sulla molitura dei cereali di Sperlinga.
 
I comuniste s'i mangeno -Dialetti CD 2, audio contenenti racconti e proverbi in galloitalico, registrati a Nicosia; due interviste in galloitalico sulla caseificazione e sulla molitura dei cereali di Sperlinga.
 
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Se vuono i cae - Dialetti CD 2, audio contenenti racconti e proverbi in galloitalico, registrati a Nicosia; due interviste in galloitalico sulla caseificazione e sulla molitura dei cereali di Sperlinga. 
 
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