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Registro Eredità Immateriali

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Gallo Italico (Parlata Alloglotta)
REI - Libro delle espressioni
25-01-2006
Pratica espressiva
Enna
Sperlinga (in dialetto Sperrënga)
Sperlinga
Attualmente sono almeno otto i centri della Sicilia  da intendersi come luoghi detentori dell'eredità immateriale del dialetto galloitalico. In questi centri, accanto alla lingua nazionale e al dialetto siciliano, si adoperano varietà alloglotte e/o allogene risalenti alla colonizzazione "lombarda" dell'XI e XII secolo, indicate anche con il nome di "isole" lombarde o galloitaliche.
Tra queste si annovera la città di Sperlinga.
Fonti storiche attestano come la città sia citata all'interno di un privilegio del Conte Ruggero del 1082. Documento, questo, che prova la presenza dei Lombardi nel suo territorio già dai primi anni della colonizzazione da parte delle popolazioni del Nord Italia.
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Il dialetto di Sperlinga viene definito dallo studioso Giuseppe Trovato, nella sua opera I dialetti galloitalici della Sicilia: status attuale e progetti di ricerca, "molto simile a quello nicosiano, dal quale può considerarsi la variante rustica ma non quella arcaica".  La differenza con quello nicosiano è vista come differenza di natura diastratica. Il dialetto di Sperlinga condivide molte caratteristiche con alcuni dialetti dell'Italia settentrionale soprattutto per l'indebolimento fonetico delle vocali finali.
Segue un componimento, in dialetto gallo-italico di Sperlinga, di Salvatore Lo Sauro:
 
GhjƏ sẹị
 
GhjƏ sẹị
ọ to cuorƏ batƏ già,
fọstƏ dƏsià
ma ọra to padrƏ sƏ nƏn' da
e tƏ ddascià
cọ to mama scọnsƏlada
menzƏ a povƏrtà.
NƏn sa chjù comƏ campé
e dƏ tu
nƏn sa kẹọ ke fé.
Tu nƏn tƏ poị dƏfẹndƏ,
tu nn poị parrè
pƏ dighjẹ kƏ vuoị nascƏ,
ke nƏn tƏ  vuoị fémazzé.
Sẹị 'nfighjƏ scarọgnà
e to mama kẹssƏ ọ sa,
ma ọ Signọre pƏrdọna
e na viaọtẹ nƏn vƏ bandọna.
ọ mọndƏ è dƏsgrazià
e tantƏ guaị dọna.
Ma tu d'aị essƏ zà
pƏrkẹ' ọ to cuorƏ batƏ già.
 
Ci sei
 
Ci sei
Il tuo cuore batte già,
sei stato desiderato
ma ora tuo padre se n'è andato
e ti ha lasciato
con tua madre sconsolata
in mezzo alla povertà.
Non sai più come campare
e di te
non sa quel che fare.
Tu non ti puoi difendere,
tu non puoi parlare
per dirgli che vuoi nascere,
che non ti vuoi dare ammazzare.
Sei un figlio scarognato
e tua madre questo lo sa,
ma il Signore perdona
e non vi abbandona.
Il mondo è disgraziato
E tanti guai dona.
Ma tu devi essere qua
Perché il tuo cuore batte già.
 
De Gregorio, Giacomo. 1910. Studi glottologici italiani, Volume 5. Torino: Editore E. Loescher.
 
Toso, Fiorenzo. 2008. Le minoranze linguistiche in Italia. Bologna: Il Mulino.
 
Trovato, Salvatore. 1989. Progetto Galloitalici, Saggi e Materiali, Dipartimento di Scienze linguistiche filologiche letterarie medievali e moderne, Università di Catania.
 
Trovato Salvatore. 1997. Virescit vulnere virtus in Saggi di toponomastica nicosiana. Nicosia: Edizioni Valdemone.
 
Trovato, Salvatore. 2002. La Sicilia. Torino: UTET.
 
Tropea, Giovanni. 1966. Effetti di simbiosi linguistica nelle parlate galloitaliche di Aidone, Nicosia e Novara di Sicilia. Torino: Stamperia Editoriale Rattero.
Francesca Maria Riccobene